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	<title>Centro Internazionale Di Danzaterapia María Fux</title>
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	<description>La Danzaterapia è un modo di riappropriarsi del linguaggio del corpo attraverso stimoli creativi che favoriscono la congiunzione del movimento con il “sentire” unico e vivo di ogni essere umano.</description>
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	<title>Centro Internazionale Di Danzaterapia María Fux</title>
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		<title>Per Maria, per voi. Per me.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Oct 2024 11:34:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho avuto nella vita il grande privilegio, riconosciutomi non so esattamente perché, di aver vissuto lunghi periodi di vita con la mia Maestra. Sicuramente come nessuno di voi ha fatto. Onoro profondamente le nostre colazioni insieme, i suoi occhi azzurri attenti, le lunghe ore mentre, in silenzio, lei leggeva il giornale o un libro, circondata dalle piante del living, alcune delle quali io stesso le avevo regalato. Non so che fine abbiano fatto e non importa. Durante quelle giornate, alla fine dei pomeriggi&#8230;]]></description>
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<p>Ho avuto nella vita il grande privilegio, riconosciutomi non so esattamente perché, di aver vissuto lunghi periodi di vita con la mia Maestra. Sicuramente come nessuno di voi ha fatto. Onoro profondamente le nostre colazioni insieme, i suoi occhi azzurri attenti, le lunghe ore mentre, in silenzio, lei leggeva il giornale o un libro, circondata dalle piante del living, alcune delle quali io stesso le avevo regalato. Non so che fine abbiano fatto e non importa. Durante quelle giornate, alla fine dei pomeriggi piovosi di Buenos Aires, loro ci guardavano e immergevano il salotto in un nebbia sottile di magia in cui ogni ombra e i riflessi di luce dalla grande finestra, dipingevano Maria di un’aura viola chiaro. A volte dopo cena, quando lei si ritirava per concludere la giornata, incontro alla notte, avevo bisogno di uscire e camminare per ore da solo, nei viali di Buenos Aires per smaltire una sorte di ubriachezza che mi faceva tremare, una sbornia da alleviare per tanta vita, tanta forza.<br>La sua bellezza, intatta nel corso delle epoche e allo stesso tempo sempre diversa nello scivolare dei giorni, era motivo, a tratti, di battute ironiche che Maria rivolgeva a se stessa…Sinceramente le dicevo: “Maria sei bellissima” e lei imbarazzata come una adolescente mi rispondeva:” Davvero? Io mi vedo orrenda!” e prendeva quello specchio immaginario fingendo di guardarsi e spaventarsi di se stessa. Così ho imparato anch’io a non prendermi troppo sul serio e a ridere di<br>me piuttosto che puntarmi il dito addosso, nutrire aspettative sfinenti, coltivare immagini immutate di me…ora dopo ora, mese dopo mese, anno dopo anno, nutro piuttosto un’amorevole compassione nei miei riguardi e…lascio andare.<br>Maria rinasceva ogni mattina in quel testardo rimettersi a posto, presentarsi al mondo con cura minuziosa; un mondo che come sempre per tutti a volte è crudele. I suoi fiori fra i lunghi capelli, a testimoniare la bellezza di credere nell’esistenza, nonostante tutto. Maria non è mai stata un essere tiepido . Durante i suoi incontri alternava la dimensione del piacere e della gioia a commenti duri e imbarazzanti nei confronti di chi, come me, si distraeva ogni tanto e non si immergeva nel flusso della creazione senza ascoltarsi. Ho imparato e imparo tutt’oggi dal suo amore e dalle critiche severe. Poteva essere uno sguardo o le parole che arrivavano come una frustata. Come la ringrazio di questo alternarsi di incoraggiamenti e bufere. Tutto mi ha strutturato e mi fa proseguire fino ad oggi amandola senza limiti. Compreso quello della morte.<br>Qualcuno spariva per sempre detestandola ma molti si innamoravano per tanta forza, creazione, genialità. Costanza, determinazione.<br>Nonostante tutto.<br>Ed è qui, da questo “nonostante la vita e le sue sfide (devo dirlo? Alcune assurde) che comprendo come la vita sia la danza e viceversa. Non parole pronunciate a pappagallo, ma solide come diamante nel mio cuore. Io che seguo il cammino della mia Maestra. Nulla e nessuno può togliermi questo tesoro del quale sempre e ripeto, sempre, faccio di ogni mio istante la mia preghiera. Io che non so pregare. Questo è quanto ho da offrire al mondo, la fede nel movimento che mi attraversa e attraversa tutti, senza distinzione anche quelli che suppostamente non lo meritano.<br>Sempre, sempre, sempre.<br>Che strazio non saperlo e che meraviglia esserne coscienti.<br>Grazie Maria,<br>Ti amo.<br><br>Pio</p>
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		<title>I tucani, Santa Chiara e il mistero.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sidanzamariafux]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 18:43:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo tre anni di assenza fisica dal Brasile ritorno in questa terra che è stata la mia casa per tre decadi. Seduto nella veranda assolata della Pousada che mi ospita per l&#8217;intensivo di Danzaterapia aspetto più di sessanta partecipanti che arrivano da varie città e mi pare un miracolo, in questo periodo di difficoltà generale, constatare quanto il richiamo sia stato grande. Confesso che l&#8217;idea di rimettermi in un aereo per tante ore non mi allettava ma ho in me un senso, direi&#8230;]]></description>
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<p>Dopo tre anni di assenza fisica dal Brasile ritorno in questa terra che è stata la mia casa per tre decadi. Seduto nella veranda assolata della Pousada che mi ospita per l&#8217;intensivo di Danzaterapia aspetto più di sessanta partecipanti che arrivano da varie città e mi pare un miracolo, in questo periodo di difficoltà generale, constatare quanto il richiamo sia stato grande. Confesso che l&#8217;idea di rimettermi in un aereo per tante ore non mi allettava ma ho in me un senso, direi profondamente radicato, di ciò che sono venuto a fare in questo mondo e ho affrontato la scelta di tornare con una enorme fede nella vita e la meraviglia è che la vita risponde e sostiene. Traducendo in parole la sensazione permanente che abita il mio cuore, posso scrivere di essere stato trasportato non solo dalla compagnia aerea ma da una flotta di angeli incarnati. La data della partenza era fissata per i primi di luglio e con grande sorpresa ho constatato in aeroporto a Milano che c&#8217;erano persone che, a causa della cancellazione dei voli, aspettavano da tre o quattro giorni di imbarcare per il Brasile mentre Lucas e io, in meno di un&#8217;ora, eravamo già in volo per Lisbona, prima tappa del viaggio. L&#8217;aeroporto è invaso da un grande nervosismo ma io vedo fiorire davanti a me solo un ventaglio di sorrisi autentici e una collaborazione squisitamente gentile tutto il tempo.<br>Lisbona.<br>Siamo davanti al distributore automatico di biglietti della metropolitana, Qualcuno mi tocca la spalla, mi giro e un ragazzo ci dice: &#8220;Non comprate i biglietti, li ho io, devo partire e non li utilizzo, prendete i miei&#8221; E aggiunge: &#8220;Blessings!&#8221; (Benedizioni) e a me che dentro, ogni tanto ho qualche timore, quella benedizione arriva come una armatura di ferro per muovermi in tutta sicurezza nell&#8217;insicurezza di un viaggio al quale mi sono disabituato. Sono stati innumerevoli gli sguardi, i sorrisi, gli inviti fino ad arrivare a San Paolo ed è stata permanente la coscienza del richiamo fatto al mio cuore, alla mia essenza: &#8220;Vieni!&#8221;<br>Dirigo lo sguardo attraverso i vetri della veranda e volo sulle catene montuose del Brasile, intuisco gli odori di una foresta che è stata il mio respiro per trent&#8217;anni, mi stupisco dei gridi improvvisi dei pappagalli che ritagliano il cielo a zig zag&#8230;mi riapro alle forme e ai colori dei fiori tropicali che si risvegliano nell&#8217;inverno fresco del sud brasiliano. Avevo dimenticato i becchi dei tucani? Il frinire delle cicale gigantesche, il volo sincronizzato e veloce dei colibri fluorescenti? Tutto si ripresenta come una carezza nonostante la coscienza sempre più lucida di essere a casa ovunque io sia.<br>Faccio esperienza, nell&#8217;attesa del gruppo che arriva domani, dei passi e del respiro di ciascuno che si avvicina, che ha lasciato la propria casa per aprirsi alla danza, per una settimana. E&#8217; molto forte la dimensione di questo ascolto che anticipa il movimento, la percezione di una energia già presente che si muove e pare avere una vita propria, al di la di come posso progettare l&#8217;esperienza. Sono risvegli improvvisi durante la notte, abitati da una voce silenziosa che mi chiama. Una musica che arriva e che si impone e mi dice: &#8220;Sarò io a condurre i primi passi, lascia fare a me&#8221; Da dove arrivano questi sospiri, chi pronuncia queste frasi, chi conduce l&#8217;incontro?<br>Sempre più chiaro per me che la danza è il dialogo con il Mistero&#8230;<br>Fra gli alunni arriva Maria Helena, ha 85 anni e si diploma in Danzaterapia in questo intensivo.<br>In uno degli ultimi incontri online, prima di danzare mi aveva confessato: &#8220;ho sempre vissuto la vita degli altri, ho servito per tutta la mia esistenza&#8230;La danza mi ha restituito a me&#8221;.<br>Sono immerso nel silenzio in questo momento mentre scrivo e non ho nessuno intorno ma sento la presenza delle 63 persone come se fisicamente fossero qui. Le vedo, le sento e comprendo che la vita mi ha benedetto dandomi la gioia e l&#8217;onore di accompagnarle in un itinerario che condurrà ciascuno a se stesso. Che meraviglia sapere che possiamo scegliere come vibrare&#8230;Non la paura, non la tristezza ma l&#8217;amore. Questo sì, mi interessa.<br>Tempo fa ad Assisi ho visitato dopo tanti anni la chiesa di San Damiano. Non ero abitato da nessuno stato emotivo preciso. In silenzio, semplicemente scivolavo con Lucas per le stanze dove Chiara ha vissuto fino a passare nell&#8217;altra dimensione nel 1253. In piedi nell&#8217;angolo dove ha incontrato la morte, il pavimento di pietra e una candela accesa.<br>Nient&#8217;altro.<br>All&#8217;improvviso sento il mio corpo invaso da un tremore e le lacrime mi segnano il volto senza alcun preavviso. Respiro l&#8217;amore di Chiara che attraversa i secoli e si presenta in quel momento senza nessuna usura del tempo. Dopo ottocento anni.<br>Non sono una persona religiosa ma sono aperto al mistero.<br>Chiara era lì perché ha vibrato amore tutta la sua vita.<br>Mi piace ascoltare il cuore che mi rivela questo segreto.<br>Voglio vibrare d&#8217;amore. Sì, questo mi interessa.</p>
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		<title>Siamo in buone mani.</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 18:08:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un settembre azzurro all&#8217;isola d&#8217;Elba, l&#8217;aria mite e molti silenzi tessuti per trovare il ritmo pacato di cui mi nutro. Il mare e i suoi dialoghi fatti di trasparenze cristalline, turbinii di pesci curiosi e per niente schivi, folate di vento e onde improvvise. Le pietre, gli scogli, le alghe, i gabbiani. Voci che si intrecciano e fanno tacere la mia. Scambio sguardi celesti con Lucas mentre i suoi splendidi occhi dalle ciglia lunghe e scure, si tingono di riflessi color foglia. Con&#8230;]]></description>
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<p>Un settembre azzurro all&#8217;isola d&#8217;Elba, l&#8217;aria mite e molti silenzi tessuti per trovare il ritmo pacato di cui mi nutro. Il mare e i suoi dialoghi fatti di trasparenze cristalline, turbinii di pesci curiosi e per niente schivi, folate di vento e onde improvvise. Le pietre, gli scogli, le alghe, i gabbiani. Voci che si intrecciano e fanno tacere la mia. Scambio sguardi celesti con Lucas mentre i suoi splendidi occhi dalle ciglia lunghe e scure, si tingono di riflessi color foglia. Con lui condivido la vita in armonia e questa vacanza pacifica.<br>Mi sveglio al mattino con le strisce sottili della luce che si insinuano fra le persiane di legno. I minuscoli granelli di polvere danzano davanti ai miei occhi pigri e mi suggeriscono nuovi movimenti dell&#8217;aria e i suoi abitanti. Li tocco come facevo da bambino per vederli correre in tutte le direzioni, mossi da un impercettibile tatto delle mie dita che per loro è sufficiente a farli scatenare in rocamboleschi cambiamenti di rotta. Questo silenzio di parole, le luci, la luna, la superficie del mare, le lenzuola e lui al mio fianco mi proiettano in una dimensione di ascolto profondo. A volte mi fermo per ascoltare il respiro. Il mio, il suo.<br>E tutto ha senso, finalmente…<br>I giorni si susseguono nell&#8217;alternarsi delle maree finché si avvicina il momento di tornare e Milano, così come un nuovo fine settimana di danza a Verona. Mi chiedo cosa emergerà da tutto questo, che proposte il tacito tempo attuale possa generare in un apparente deserto interno in cui tutto fluttua, evapora, si muove.<br>Mi siedo al bar per prendere un caffè che sa di vacanze perché non sono io a prepararlo. E&#8217; la mia meditazione sedermi, osservare, attendere, degustare. All&#8217;improvviso dalla radio dietro al bancone una musica si fa strada nel groviglio di ricordi antichi e mi tocca il cuore. Sarà lei ad iniziare l&#8217;incontro di danza di ottobre e sorrido perché ciò che comprendo come &#8220;Mistero&#8221; si presenta nel suo tessuto inconfondibile di fedeltà. Sono in buone mani.<br>Lui/Lei mi guida.<br>Le ultime giornate al mare si tingono di cupo, rotto a tratti da squarci di sole e tramonti infuocati.<br>Ne ricordo uno in particolare. Siamo seduti sulla roccia e grosse nuvole cariche di pioggia si affollano in un cielo a tratti terso, azzurro intenso. Ia discesa quieta del sole verso il mare inizia con pennellate di giallo e arancio. Sulla nostra destra sfumature sempre più arancione guizzano verso un rosso brillante mentre il cielo a sinistra diventa viola e lentamente rosa pastello. Già le acque si confondono in una grande tavolozza la cui intensità mi lascia senza fiato. Ci sono altre persone intorno a noi, poche ma tutte hanno dipinto in volto lo stesso stupore. Pare che anche i suoni si attenuino per non disturbare lo spettacolo di una bellezza inaudita. Dentro di me respiro e sorrido estasiato.<br>Sono in buone mani.<br>L&#8217;autore di tutto questo mi guida…Lui/Lei<br>L&#8217;ultimo giovedì nell&#8217;isola e decidiamo di visitare un paesino arroccato sulle montagne che si sporgono sul mare. Camminiamo per strette stradine di pietra. Pare un mondo altro, deserto, abitato dal suono dei nostri passi; non una persona, non una macchina.<br>All&#8217;improvviso da un&#8217;alta casa di pietra a tre piani si spalanca una finestra. Lei ha i capelli bianchi e lunghi, un po&#8217; mossi. Si affaccia con un sorriso e ci saluta come se ci conoscesse da sempre. &#8220;E&#8217; bello vedervi qui. Un tempo questo paesino brulicava di gente. Oggi non c&#8217;è più nessuno, solo io forse e voi. Questa casa l&#8217;ha costruita lui, pietra su pietra…mio marito. L&#8217;ho amato follemente per quarant&#8217;anni ma ora è lassù e mi consuma la nostalgia di lui.<br>Vivevo in Francia da ragazza. Quando m&#8217;ha vista ci siamo innamorati all&#8217;istante tutti due e da quel momento non ci siamo mai più separati. Mi ha portato qui sulla sua isola a vivere. Diceva sempre: &#8220;meglio qui da poveri che in Francia da ricchi&#8221; Io l&#8217;ho seguito senza esitazione perché m&#8217;aveva rapito il fiato e senza di lui non vivevo. Ha costruito questa casa da solo e qui sono nati i nostri figli. Ma ora vivo da sola. Che belli che siete!&#8221;<br>L&#8217;ascoltiamo col naso all&#8217;insù senza proferir verbo, rapiti da una storia raccontata come un fiume in corsa, piena di dettagli e sfumature che ora ho dimenticato. Non dimentico la sua intensità e la commozione nel rivivere la storia d&#8217;amore ricca di particolari e colpi di scena. L&#8217;intimità del racconto rivolto a noi, due sconosciuti col naso all&#8217;insù e la sorpresa sulle labbra semi aperte.<br>I minuti passano senza pensieri, senza domande. Solo lei e quella sincronicità nell&#8217;aprire le imposte nell&#8217;esatto momento in cui stiamo passando…quella frazione di secondo aperta all&#8217;incontro, alla storia.<br>Prima di richiudere le finestre ci saluta dicendo:<br>&#8220;Vogliatevi sempre bene, la vita è breve e ciò che conta è l&#8217;amore&#8221;<br>Ci allontaniamo lentamente, commossi e mi chiedo cosa ancora le attraversa la mente vedendo le spalle di questi due uomini che siamo noi, uno accanto all&#8217;altro, che camminano piano piano.<br>Un matrimonio felice.<br>Li vedo i suoi occhi pieni d&#8217;auspici per noi, il desiderio dell&#8217;amore, la buona vita augurata. Li vedo, anche di spalle.<br>E dentro mormoro un grazie infinito a Lui/Lei che ha architettato l&#8217;incontro.<br>Sono in buone mani.<br>E lo siamo tutti, nonostante tutto.</p>
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		<title>Sull&#8217;amore e gli arcobaleni</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 18:01:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 14 maggio si terrà a Verona, nel parco delle Maddalene, la festa dedicata alle famiglie Arcobaleno. L&#8217;iniziativa è stata proposta dal Comune con il servizio delle Pari opportunità e le associazioni Arcobaleno. In seguito ci saranno altri eventi che accompagneranno tutta la settimana che ospita la Giornata contro l&#8221;omolesbobitransfobia il 17 maggio.E&#8217; stato per me un grande onore essere invitato insieme a mio marito e anche un motivo di speranza notare come una città notoriamente chiusa (possiamo estendere in realtà a tutta&#8230;]]></description>
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<p>Il 14 maggio si terrà a Verona, nel parco delle Maddalene, la festa dedicata alle famiglie Arcobaleno. L&#8217;iniziativa è stata proposta dal Comune con il servizio delle Pari opportunità e le associazioni Arcobaleno. In seguito ci saranno altri eventi che accompagneranno tutta la settimana che ospita la Giornata contro l&#8221;omolesbobitransfobia il 17 maggio.<br>E&#8217; stato per me un grande onore essere invitato insieme a mio marito e anche un motivo di speranza notare come una città notoriamente chiusa (possiamo estendere in realtà a tutta l&#8217;Italia questa dimensione di arretratezza) sta facendo dei passi in direzione a una società più umana. Sento che la grande rivoluzione, come sempre, avviene interiormente ma questi eventi hanno un&#8217;importanza primordiale perché creano delle immagini fondamentali di riferimento e lottano contro una politica discriminante.<br>A volte penso a come sarebbe stato sano se da adolescente e giovane, avessi potuto trovare degli specchi che mi restituissero un&#8217;immagine di me meno straziante, se avessi potuto respirare invece che creare altre personalità che non erano mai completamente me. Se solo avessi potuto non sentirmi un mostro per così a lungo… Allo stesso tempo sono molto fiero della mia storia, la comprendo e la amo, profondamente. La danza mi ha sempre rivelato la linea di continuità da cui la vita è attraversata per cui non mi piango addosso e so che fatti, cadute, ingiustizie, abusi, rifiuti, discriminazioni e negazioni fanno parte in me di un itinerario che lega ogni situazione assurda che ho vissuto sin da piccolo a tutte le risalite, gli incontri meravigliosi, amicizie determinanti che si chiamano Claudia, Vittoria, Alberto e tanti altri nomi che hanno trasformato il tormento di vivere in un grande e meraviglioso viaggio. Il mio bagaglio assurdo si è trasformato nel più prezioso regalo.<br>So per certo che se oggi posso accompagnare dei gruppi in un itinerario di auto conoscenza così determinante come quello che la Danzaterapia propone, lo devo certamente anche a ciascuna tappa del mio percorso umano. Lo devo all&#8217;essermi sentito escluso dall&#8217;amore a lungo, dall&#8217;aver sbattuto letteralmente la testa contro i muri. Così ho imparato senza filtri e anestetici ad ascoltare in me grida e maledizioni al punto da poter stare di fronte alle grida, alle maledizioni, al vuoto dell&#8217;altro senza spaventarmi, sapendo che esiste respiro.<br>C&#8217;è una via d&#8217;uscita e questa via è l&#8217;amore, una parola cosi spesso usata a vanvera ma che continua a reggere le sorti del mondo, continua a sostenere me.<br>Non mi abituerò mai e non lo voglio, alla primavera improvvisa che trasforma i miei cactus in esplosioni di colori, forme perfette, fiori giganteschi quanto inattesi. Mi affascina quella poca terra arenosa nei vasi, quel groviglio di spine fastidiose e la potenza della fioritura, incurante di tutto, della terra arenosa, dei piccoli vasi, delle spine fastidiose che mi si attaccano alle dita per giorni.<br>Metafore che riportano a me…sono riuscito a crescere, a fiorire, ad avere forza, chiarezza, creatività e poter annunciare e sperimentare, ogni singolo giorno, la primavera in me, in tutti. Ho imparato ad essere me stesso senza veli, ad amare i colori e rivestirmene. L&#8217;India mi ha fatto immergere nelle combinazioni cromatiche più osate e quando cammino per le strade di Milano con Lucas, altrettanto poco discreto, mi fa sorridere essere fotografati, fermati da espressioni come: &#8220;uauuuu siete un arcobaleno di bellezza in questa Milano grigiastra&#8221;…<br>Incuranti delle tendenze della moda andiamo in giro di giallo acceso e fucsia, verde smeraldo e rosa e quando qualcuno da&#8217; una gomitata a un altro per manifestare l&#8217;incredulità di fronte alla barba di un improbabile rosso fuoco e tutto il resto, a volte mi fermo, mi lascio guardare e chiedo se vogliono un autografo. Sono stato nascosto a lungo e non ho tempo per la mediocrità, la ristrettezza di vedute, i pregiudizi. Il &#8220;coming out&#8221; dovrebbe essere l&#8217;esperienza meravigliosa di tutti indistintamente, nell&#8217;assumere la propria originalità, la propria diversità invece che il tormento di presentarsi al mondo per quello che si è e sentire di dover giustificare la propria sacra, inviolabile, indiscutibile natura.<br>Ho sposato Lucas a Milano, in piena pandemia. Ci uniscono sogni e visioni, la ricerca della bellezza, il desiderio di servire il mondo e trent&#8217;anni di differenza d&#8217;età. Mentre danzavamo nella sala un po&#8217; spoglia del comune, vista la non disponibilità del palazzo reale chiuso per il Covid, e annunciavamo la supremazia assoluta dell&#8217;amore sempre e in qualsiasi situazione, scorgevo le lacrime di commozione scorrere sul volto della donna un po&#8217; formale che ci univa nel sacro e inviolabile vincolo matrimoniale. In quel momento, nello spazio altro in cui Angelo, mio padre e Calogera mia madre, vivono attualmente, ci stavano alle spalle sostenendo la scelta. In vita Angelo non ha avuto strumenti per comprendere la mia peculiarità e capire questo è stato un enorme sollievo per me. Lui e Calogera mi hanno dato la vita, tutto il resto non importa. Sono qui grazie a loro e nel momento in cui la danza ha seminato questo dentro di me, Angelo è tornato ad essere il padre amorevole che a volte non vedevo, offuscato dal suo essere nato in un&#8217;epoca, una famiglia, un paese in cui l&#8217;omosessualità era un abominio. Adesso, sento solo amore per lui e mi commuovo di fronte a una piccola foto sbiadita in cui mi tiene in braccio sorridente mentre io a due anni rido, alzando un dito verso il cielo.<br>&#8220;Ci sono, esisto, ho diritto alla vita, all&#8217;amore&#8221;<br>Maria Fux, la mia grande Maestra di danza, è stata la prima autorevole persona a guardarmi come sono, con un infinito amore libero. Seguo i suoi passi e lo farò fino al mio ultimo respiro, felice, felice, felice della mia vita, di viverla appieno, con una gratitudine enorme per ogni incontro, ogni cosa, ogni &#8220;no&#8221; ed ogni &#8220;Sì&#8221;.<br>Gli occhi di Lucas sono profondi, misteriosi e dolci come i boschi in primavera. Ho incontrato l&#8217;amore della mia esistenza a sessant&#8217;anni dopo averlo cercato da sempre. Lo sposerei ogni giorno, ogni momento. E&#8217; valsa la pena aspettarlo e trovarlo.<br>Sono Pio, ho 65 anni, ho sposato Lucas, un uomo meraviglioso accanto al quale mi sveglio ogni mattina, attraversato dall&#8217;amore.</p>
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